Apre la scuolina libertaria di Libere Impronte

Vogliamo farvi conoscere l’associazione Libere Impronte, formata da un gruppo di educatori, insegnanti e genitori che vuole riappropriarsi del significato del termine “educare” (dal latino “ex-ducere”) che letteralmente significa “tirare fuori”.
Il 18 settembre partirà il loro progetto educativo libertario, all’interno di una scuolina bellissima,
aperto a tutte le bimbe e i bimbi in età scolare e prescolare.
Vi invitiamo ad andare all’inaugurazione di questo spazio meraviglioso, un luogo che presto si riempirà di risate, canti, balli, fate e folletti, musica ed emozioni..

Venerdì 15 settembre alle 17
Festa di inaugurazione
a San Giovanni in Persiceto – Bologna
via Castelfranco 53, Tivoli
(in fondo trovi il volantino con la mappa)

In armonia con i pensieri che sono alla base delle esperienze democratiche e libertarie, l’associazione vuole proporre un percorso che condivida un principio di educazione libera, il cui intento principale è quello di garantire ai bambini e ai ragazzi ogni possibilità per divenire ciò che in potenza ognuno di loro aspira a diventare.


I principi su cui si fonderà questa esperienza educativa sono:

● Nessun programma obbligatorio imposto, libera partecipazione a lezioni, laboratori e attività.
Sarà cura degli accompagnatori preparare e organizzare attività a partire dalle curiosità e dalla motivazione dei bambini, in un contesto di osservazione continua e mirata che rispetti le naturali tappe evolutive dell’uomo. Sarà cura degli accompagnatori proporre attività stimolanti, cognitivamente interessanti e adatte alla fascia d’età con l’obiettivo di coltivare gli entusiasmi, soddisfare la sete di conoscenza e stimolare la loro naturale motivazione. Nessun bambino verrà obbligato a svolgere nessuna attività didattica o ludica.

● Assenza di premi e castighi stabiliti dall’autorità.
Le conseguenze (in termini di rimedio) di atti e eventi che meritano l’attenzione della comunità sono decise dall’assemblea. Non vengono assegnati premi ai bambini che eseguono un’attività in quanto si desidera che la motivazione allo svolgimento della stessa sia intrinseca, non dipenda dall’ottenimento di qualcosa di estraneo ad essa.

● Assenza di voti e/o certificazioni di competenze.
I bambini impareranno ad autovalutare il proprio apprendimento in base agli obiettivi che essi stessi si sono preposti, con il sostegno e l’aiuto dell’accompagnatore.

● Rapporto paritario adulti/bambini, nessuna gerarchia di potere.
Il voto dell’adulto nell’assemblea vale quanto quello del bambino. Tuttavia, l’accompagnatore avrà cura di non delegare le proprie responsabilità ai bambini: l’attenzione ai ritmi, all’alimentazione, all’igiene, alla sicurezza sono di sua competenza, in quanto non è detto che il bambino abbia l’esperienza necessaria per gestire questi aspetti. L’accompagnatore si premurerà di spiegare, però, ai bambini le sue scelte inerenti questi ambiti, in modo che non siano regole calate dall’alto e imposte, in modo che il bambino ne comprenda la necessità. E sarà disposto a discuterne ed eventualmente a modificare la decisione nel caso il bambino presentasse argomentazioni valide. Libertà, inoltre, non significa licenza, nessuno deve limitare la libertà degli altri: l’accompagnatore deve avere rispetto del bambino come persona così come il bambino dovrà averne dell’accompagnatore e dei suoi compagni. “Siamo umani e liberi solo nella misura in cui riconosciamo la libertà e l’umanità di tutti gli uomini che ci circondano” (Bakunin).

● Democrazia partecipativa che privilegia la forma del consenso.
Condivisione in assemblea di regole e organizzazione delle giornate, ognuno è parte diretta del processo decisionale (nessuna delega ad eventuale candidato eletto). Ovviamente, nella creazione di una nuova comunità educante non ci si aspetta che i bambini (né gli adulti) provenienti da contesti autoritari siano improvvisamente e automaticamente pronti a gestire dall’inizio un’autogestione. “Libertari si diventa”: gli accompagnatori proporranno una struttura e delle regole di buona convivenza. A mano a mano che i bimbi (e gli adulti) impareranno ad autogestirsi, piano piano modificheranno la struttura in linea con la libertà, le necessità e i desideri di tutti. “Occorre sacrificare progressivamente l’autorità a vantaggio della libertà” (Kropotkin).

● Autogestione economica.
Nessuna dipendenza economica da enti o istituzioni esterne, in modo da essere liberi dai condizionamenti di eventuali finanziatori. Sarebbe meraviglioso poter non richiedere il pagamento di una retta, in modo da poter accogliere tutti, indipendentemente dalla condizione socio-economica. Allo stesso tempo riteniamo fondamentale il pagamento di uno stipendio adeguato agli accompagnatori ed un orario settimanale adeguato e dignitoso.

● Insegnamento integrale (fisico, intellettuale, etico).
L’obiettivo è portare al massimo sviluppo tutte le facoltà del bambino: fisiche, intellettuali, etiche. L’errore è considerato la via fondamentale per l’apprendimento: errore da errare, movimento in un percorso di crescita, di scoperta. “Non vi è libertà se non vi è libertà di errore” (Malatesta). Insegnamento che predilige l’approccio esperienziale e laboratoriale delle arti tutte. Insegnamento alla/per la libertà, per lo sviluppo dell’autonomia e della responsabilità. Assenza di metodo unico e universale, nessuna ricetta sempre valida. Sarà cura dell’accompagnatore formarsi ed informarsi sui metodi e le metodologie via via più adeguate ed efficaci nel contesto e nella situazione specifica

Per maggiori informazioni: libereimpronte@gmail.com
Sara  339 40 51 417      Giulia  348 74 23 435

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