Il movimento nell’apprendimento

Ciao,
oggi vorrei parlarti dell’importante relazione tra attività cerebrale e attività fisica.
Quando si parla di apprendimento i riflettori sono generalmente puntati sui funzionamenti cerebrali, si tende a studiare un organo senza mbambini in movimentoetterlo in relazione a tutto il sistema corporeo.
Dalle ricerche nell’ambito delle Neuroscienze è emersa la straordinaria capacità plastica del cervello che è in grado di modificare biochimicamente le reti neuronali dell’individuo in risposta a dei cambiamenti. Questo non avviene solo nei primi anni dello sviluppo, periodo in cui indubbiamente vi è un’elevata sensibilità verso l’apprendimento, ma avviene durante tutta la vita.
Attraverso il movimento si accelera il processo di rigenerazione neuronale nell’ipotalamo, facilitando la memoria a lungo termine e un apprendimento più efficace. Questo avviene con un maggiore apporto di ossigeno al cervello ottimizzando il suo funzionamento, inoltre viene stimolata la risposta dei neurotrasmettitori noradrenalina e dopamina che controllano principalmente la concentrazione, l’attenzione, l’euforia, l’attività psicomotoria, l’energia, le motivazioni, le funzioni cognitive.
Ormai è risaputo che l’esercizio fisico migliora lo stato d’animo e riduce il temuto stress cronico che si ripercuote così negativamente sui processi di apprendimento.
Allora si può dire che per un apprendimento integrale bisogna coinvolgere tutto il corpo, non solo il cervello. Il corpo deve partecipare all’apprendimento, così come fa sin dalla nascita nelle tappe evolutive. Se osserviamo i bambini piccoli con la loro spontaneità, sono costantemente in movimento.
Più il corpo si muove, più il cervello apprende in modo naturale.
Sulla scia di questi concetti, nella scuola e per lo studio in generale, stare seduti non è certamente l’ideale!
La ricerca dimostra che il vero apprendimento arriva attraverso l’esperienza e alcune statistiche hanno largamente provato quanto è importante muoversi durante lo studio. A scuola il movimento si rende estremamente necessario soprattutto per tutti gli alunni che usano prevalentemente l’emisfero destro e per chi ha come canale di apprendimento quello cinestetico.
Il BRAIN GYM, la ginnastica per il cervello, è nato in risposta ai bisogni di bambini con difficoltà scolastiche come dislessia, disgrafia, discalculia ma è uno strumento adatto a tutti perché permette di attingere più efficacemente alle proprie capacità intellettive.
Il BRAIN GYM si fonda su una serie di movimenti con i quali vengono attivate funzioni cognitive , quali la comprensione, la comunicazione e l’organizzazione, elementi essenziali in ogni ambito della vita quotidiana.
Inoltre, attraverso test muscolari kinesiologici, consente di individuare l’origine delle difficoltà, rilassare il corpo e trovare quali esercizi possono essere efficaci per il raggiungimento dell’obiettivo in esame.
L’equilibrio raggiunto tra ragione – emozione – istinto evita l’accumulo di stress psicofisico (causa di scarsa memoria, stati confusionali e disorganizzazione) rafforzando l’autostima e la sicurezza nelle proprie capacità.

Ti proponiamo di venire a conoscere il BRAIN GYM
l’8 febbraio a Bologna con Giuseppina Rotondi
l’insegnante autorizzata e certificata dalla Educacional Kinesiology Foundation

Per informazioni ed iscrizioni puoi scrivere a info@educazionealtalento.com o telefonando ai numeri  335 1289698 (Mili),  333 4557916 (Alessandra), 346 2321326 (Anna)

Un abbraccio e un sorriso!

Alessandra

P.S. Se ti è piaciuto questo articolo e ritieni possa interessare anche ai tuoi amici clicca su “mi piace” (qui sotto) e condividilo sulla tua bacheca FB. (Ti saremo grate se vorrai collaborare alla diffusione di queste informazioni e iniziative)

P.P.S. Ti ricordo che puoi lasciare un commento e ti risponderemo!

I commenti sono chiusi.