L’importanza di una comunicazione centrata ed integrata nell’educazione

comunicazione_efficaceLa comunicazione è un fenomeno complesso, che coinvolge una complessità di fattori e che mette in atto dinamiche complesse.
La maggior parte delle persone, quando comunica, non è consapevole di tale complessità ed è per questo motivo che nascono così tanti problemi e incomprensioni.
È importante essere consapevoli che, in quanto esseri multi-dimensionali, anche la nostra comunicazione si svolge su diverse dimensioni che sono però interconnesse le une alle altre.
La parola che viene emessa o recepita non è che la punta dell’iceberg di una quantità di materiale e informazioni che rimangono sommerse e dunque spesso non affiorano alla coscienza.
Questo materiale sommerso è fatto di esperienze personali, ricordi, aspettative, insicurezze, proiezioni e condizionamenti culturali che sia colui che parla che colui che ascolta attivano, anche se inconsapevolmente, durante il processo comunicativo, ovvero sia nel momento della “emissione” del messaggio, che della sua ricezione.

Alla luce di queste considerazioni si può comprendere quale sia la responsabilità nelle mani di chi comunica all’interno di un ruolo educativo, quale quello di genitore, educatore, insegnante. La parola non veicola soltanto il significato insito nella parola stessa, ma anche un quantità di materiale che essa “trasporta con sé” attinto dalla parte sommersa dell’iceberg di chi sta parlando.
É fondamentale perciò che chiunque ricopra un ruolo educativo diventi quanto più possibile consapevole della parte sommersa “del proprio iceberg”, delle dinamiche che attiva al momento della comunicazione e del “luogo” da cui la sua comunicazione prende le mosse. È fondamentale in poche parole che chi è in un ruolo educativo si conosca e faccia il lavoro interiore necessario affinché la propria comunicazione sia quanto più centrata ed integrata. Tornerò tra breve su questi due termini.
Prima però vorrei sottolineare quanto, d’altro lato, sia importante conoscere le modalità specifiche di comprensione e di comunicazione di chi ci sta di fronte e, nel nostro caso, dei bambini e giovani di oggi.

In tante occasioni, nel nostro blog, abbiamo voluto portare all’attenzione come i bambini e ragazzi del “Terzo Millennio” siano molto diversi da quelli che nascevano anche solo 20 anni fa, tanto che si parla di un vero e proprio “salto quantico”.
L’antropologa francese Noemi Paymal parte proprio da questa constatazione, fondata su pluriennali osservazioni e ricerche di equipe scientifiche, per la creazione di un nuovo approccio pedagogico che viene definito Pedagogia 3000.
I bambini del Terzo Millennio per esempio presentano una sensibilità e una capacità intuitiva assai più sviluppate dei loro predecessori e si può comprendere facilmente come queste qualità abbiano importanti conseguenze sul piano della comunicazione.
Essi sanno cogliere, tanto in positivo quanto in negativo, tutte le informazioni sommerse che chi comunica con loro sta, anche inconsapevolmente, veicolando.

Perché per esempio insegnanti e genitori che gridano non sortiscono gli effetti desiderati, quali riportare il silenzio in una classe o far sì che i figli ti ascoltino?
insegnante-che-gridaQual’è il messaggio sommerso di chi “educa” gridando?
Ce ne sono diversi: “non sono capace di farmi capire”, “tra noi c’è una grande distanza per cui devo gridare per farmi sentire”, “le mie parole sono inefficaci, per cui alzando il volume forse si rafforzeranno”, “ho pura di voi e cerco di tenervi a bada con il tono di voce”, “sono disperato”….. Questi messaggi sommersi sono in realtà la prima cosa che i bambini colgono in chi sta parlando… cioè gridando…

Quando le proprie parole non vengono dal proprio centro, dal proprio potere personale, che non è potere su qualcuno, ma potere in se stessi, esse risultano a chi ascolta deboli, inefficaci, inconsistenti.
Non c’è bisogno di dimostrare di esercitare il proprio potere su chi viene educato, usando toni di voce autoritari, quando davvero la propria comunicazione avviene dal proprio centro.
Come insegnante che lavora da 10 anni nella scuola so che non è cosa facile e che “non basta la parola” per conquistare questa comunicazione centrata.
È un percorso senza fine, fatto in primo luogo di conoscenza di sé e consapevolezza e naturalmente di tanta esperienza.

Avevo parlato anche di “comunicazione integrata”… ecco cosa intendo.
Esiste ancora il pregiudizio che la scuola sia il luogo dove si nutrono gli intelletti…
Oltre che profondamente errato questo pregiudizio si è rivelato anche estremamente inefficace.
Insegnanti ed educatori che parlano solo a partire dalla loro mente e che si rivolgono solo alle menti dei bambini e ragazzi non vengono veramente ascoltati.

Un altro aspetto spiccato dei bambini e giovani del Terzo Millennio è che sono sempre più multi-dimensionali, ovvero hanno bisogno di essere stimolati nell’ambito dell’apprendimento a tutti i livelli del loro essere: fisico, mentale, emozionale, sociale, spirituale. Quando vengono costretti ad apprendere solo sul piano intellettuale reprimendo le altre dimensioni dell’essere, manifestano tutta la loro lecita insofferenza con la conseguenza che vengono spesso etichettati come iperattivi, chiacchieroni, caratteriali, sognatori e distratti, a volte persino “con tratti autistici”, quando invece stanno magari solo cercando di riprendersi quel che gli spetta di diritto e che la scuola difficilmente offre loro o che offre solo in forma frammentaria: l’apprendimento motorio, emozionale, sociale, spirituale.

educazione_integraleÈ fondamentale dunque che la comunicazione educativa avvenga a partire da tutte le dimensioni dell’essere che l’educatore deve coltivare e conoscere in se stesso e trasmettere ai propri figli/allievi.
In questo senso la comunicazione educativa deve essere integrata e questo termine indica che oltre che parlare “di” e “a” tutte le dimensioni dell’essere essa deve essere espressione di tutte queste dimensioni integrate insieme e contemporaneamente.
Provo a spiegarmi meglio: non si tratta solo di parlare ai bambini/ragazzi di emozioni, di spiritualità o di responsabilità sociale o di farli esprimere attraverso il loro corpo. Certo anche questo.

Comunicazione educativa integrata significa prima di tutto che chi è nel ruolo educativa ha conosciuto, sviluppato e integrato in modo armonico in sé tutti questi aspetti di se stesso. La sua comunicazione sarà allora veramente centrata ed efficace perché le sue parole saranno espressione non di una sola parte di sé, ma di tutto se stesso. Ed è lì che il bambino e il ragazzo si mettono veramente in ascolto, perché stai parlando a partire da tutto il tuo essere e ti stai rivolgendo a tutto il loro essere. E così si sentono veramente visti, rispettati e considerati completamente.

Poi ci sono tante tecniche e strategie di comunicazione molto utili, ma il primo passo per una comunicazione efficace è divenire consapevoli di come funzioniamo, comprendere “da dove” stiamo parlando e “chi” sta parlando in noi, quale parte di noi sta parlando e infine esprimere nella nostra comunicazione tutte le nostre dimensioni interiori a partire da una posizione di centralità consapevole e di autenticità.
Proprio perché sentiamo quanto sia importante, in ambito educativo, conquistare modalità comunicative chiare, consapevoli ed efficaci, siamo liete di proporre un seminario sulla comunicazione educativa rivolto a tutti coloro che vivono ed operano all’interno di un ruolo educativo: genitori, educatori, insegnanti.
Il Titolo di questo corso è “Dalla parola al cuore” ad indicare proprio l’urgenza di trovare una comunicazione affettiva, autentica e che rispetti i bambini e i giovani guardandoli nella loro totalità integrata. É un seminario che si avvale di tecniche adottate dalla PNL Educativa e dalla Pedagogia Olistica ed è tenuto d un’insegnante di pluriennale esperienza: Luisa Menegaz.
Il corso si terrà a Casalecchio (Bologna) il 29 e 30 Novembre.
Ti invito visitare la pagina e leggere il programma! CLICCA QUI!
Per informazioni ti invito a contattarci qui!

Un abbraccio e un sorriso!

Anna

P.S. Se ti è piaciuto questo articolo e ritieni possa interessare anche ai tuoi amici clicca su “mi piace” (qui sotto) e condividilo sulla tua bacheca FB. (Ti saremo grate se vorrai collaborare alla diffusione di queste informazioni e iniziative)

P.P.S. Ti ricordo che puoi lasciare un commento e ti risponderemo!
E se desideri maggiori informazioni sui nostri corsi di Biodanza non esitare a contattarci.

 

 

 

 

I commenti sono chiusi.