L’educazione come pratica della libertà. Introduzione alla “pedagogia degli oppressi”

Articolo di Antonio Graziano del “Teatro della Tenerezza”

“Per me è molto semplice, la vita andrebbe vissuta al limite. Bisogna ribellarsi, non sottomettersi mai alle norme, rinnegare il proprio merito, non ripetersi uguale a se stesso, vedere ogni giorno, ogni anno, ogni idea come una vera sfida e allora uno riuscirà a vivere la vita sulla corda del funambolo.”
Philippe Petit, l’uomo che attraversò le Torri Gemelle camminando sul filo nel 1974

60 anni fa il pedagogo brasiliano Paulo Freire, a partire dalla sua esperienza di
alfabetizzazione con “gli ultimi degli ultimi”, ha generato un’analisi sociale conosciuta in
tutto il mondo attraverso il libro “Pedagogia degli Oppressi”.
Uno dei concetti principali presenti nello scritto è quello di Educazione Bancaria. Questo
termine indica una situazione ancora drammaticamente attuale nelle nostre società. Si
riferisce al fatto che l’ordine socio-economico in cui viviamo crea dei sistemi educativi che
trattano le nostre menti come delle casseforti in cui vengono depositate delle informazioni
senza spiegarci a cosa servono. Di tanto in tanto queste informazioni vengono estratte
dalla nostra testa ed utilizzate per perpetuare quest’ordine costituito.

Le nostre azioni sono guidate dall’educazione bancaria che abbiamo ricevuto e che
ancora riceviamo attraverso le differenti agenzie educative durante la nostra vita. Nella
nostra mente rimangono incrostati dei programmi che si manifestano come delle voci che
ci dicono continuamente come dobbiamo agire, cosa dobbiamo pensare e cosa dobbiamo
dire per sentirci protetti e riconosciuti dalle persone con cui siamo in relazione.
Le voci che abbiamo nella nostra testa alle volte sono contraddittorie ci indicano direzioni
opposte da seguire. Sentiamo la spinta per seguire una direzione, ma pur avendo
potenzialità infinite di espandere la nostra energia per mettere a servizio del mondo i nostri
talenti, spesso rinunciamo ai nostri sogni perché delle voci interiori ci dicono che “le cose
stanno così e non si possono cambiare”. Ci ritroviamo alle volte come persone oppresse,
altre volte come persone che opprimono. Perpetuiamo le relazioni di dominazione e
pensiamo che nessuno possa uscire da quelle relazioni.

Uno strumento per mettere a bada alcune di queste voci, e scegliere solo quelle che
contribuiscono davvero alla costruzione della nostra felicità è la costruzione di una Nuova
Educazione. Un’educazione più umana, attiva ed integrata, un’educazione multiculturale e
di pace.
Una metodologia a servizio della nuova educazione è Pedagooogia 3000 un progetto nato
nel 2001 grazie a Noemi Paymal con lo scopo di raggruppare un’ampia gamma di
strumenti educativi per aiutare l’evoluzione completa e armoniosa dell’essere umano. È
una proposta globale sostenuta da una rete internazionale di persone che in maniera
libera mettono a servizio di Pedagooogia 3000 le proprie competenze per creare una
sinergia di saperi ed azioni.

Dal 30 Marzo al 2 Aprile presso l’ecovillaggio l’Alluce Verde (Monzuno, Bologna) si terrà
un wokshop residenziale di introduzione a Pedagogia 3000. Per 4 giorni, si incontreranno
insegnanti, educatori, facilitatori, terapeuti, persone impegnate nel coordinamento di
gruppi e nell’ambito sociale, genitori e chiunque desideri acquisire nuovi strumenti di
riflessione e di azione educativa. 25 persone inventeranno una comunità temporanea,
immersi nel cuore dell’Appennino tosco-emiliano per contribuire a costruire insieme una
Nuova educazione.
Per saperne di più vai a questo link:
https://teatrodellatenerezza.org/nuova-educazione-in-ecovillaggio/

Per info e prenotazioni contatta direttamente Antonio Graziano:
teatrodellatenerezza@gmail.com
cel. +39.349.124042

 

 

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