La favola

indexIn questo percorso didattico studieremo un genere letterario che sicuramente conosci già dalla scuola primaria: la favola.
Ora lo affronteremo in modo un po’ più approfondito, studiando le sue caratteristiche principali, la sua struttura e un po’ della sua storia.
Analizzaremo alcune delle favole antiche più famose, cercando gli elementi che le accomunano e trovando in questo modo le caratteristiche costanti di questo genere.
Leggeremo anche alcune favole moderne (Rodari) per capire come gli scrittori di oggi hanno scelto di trasformare la favola, adattandola ai valori della nostra società.

Infine, come sempre ci piace fare, scriveremo noi la nostra favola…. ma di questo te ne parlerò tra un po’….

Andiamo adesso a vedere le caratteristiche della favola:

Anche se nel linguaggio comune si tende a confondere erroneamente la favola con la fiaba, la favola è un genere ben preciso e con caratteristiche e una struttura fisse.

Si tratta di un genere antichissimo, che trova le sue origini addirittura nella letteratura egizia, orientale e poi greca e romana.

I principali scrittori antichi di favole in Occidente sono stati Esopo (greco) e Fedro (latino).

La tradizione della favola non si è mai interrotta: in epoca medievale gli Arabi hanno riportato in auge la favola nel mondo mediterraneo. Importati scrittori di favole sono stati: Leonardo da Vinci, Jean de La Fontaine, Lev Tolstoj, Gianni Rodari.

Le caratteristiche della favola:
1) è un racconto breve (un solo episodio)
2) Pochi personaggi. Animali parlanti che rappresentano un vizio o una virtù
3) Tempo e luogo indeterminati
4) Struttura fissa: a) situazione iniziale
b) sviluppo
c) conclusione
d) morale
5) Presenza di una morale: la favola insegna attraverso l’esempio i comportamenti giusti e quelli sbagliati. La morale può essere esplicita o implicita.

Ed ora tocca a noi!

Dopo aver letto e analizzato diverse favole antiche e moderne, abbiamo intrapreso un piccolo viaggio che ci racconterà Asia:

Bosco-Incantato-foto-3Viaggio ad occhi chiusi
Un giorno la professoressa Anna Bellini, ha comunicato,a me e alla mia classe, che voleva farci vivere un’esperienza divertente.
Come prima cosa, ci ha fatto chiudere gli occhi, dicendoci di trovare una posizione comoda. In seguito ci ha detto di immaginare di essere in un piccolo giardinetto, seduti, con fiori farfalle e uccellini che cantano. Al centro una fontana. Poi chi ha fatto immaginare di trovare un cancellino, un cancellino che conduceva ad una piccola stradina, un sentiero, che percorso, ci avrebbe portato su una collina. Al di sotto della collina, c’era una discesa che finiva diritta in un bosco, con molti abeti e arbusti. La luce filtrava dalle fronde degli alberi. Ad un certo punto davanti a noi era apparsa un tronco d’albero dove ci saremmo poi seduti ad ascoltare il canto degli uccelli e i rumori del bosco. Poi ci alzammo e andammo vicino ad un tronco d’albero, già immedesimati nella situazione, e da lontano vedemmo qualcosa avvicinarsi. Qualcosa di saltellante, o di grosso, o di alto, o qualunque cosa ognuno di noi abbia visto. Si avvicinava sempre
di più, fino a quando non era davanti a noi. Era un animale, quello che più ci rappresentava. Passammo un po’ di tempo con esso, ma dopo lo dovemmo salutare.
Tornammo indietro ripercorrendo il bosco, la salita e la discesa facendo cenno con la mano al nostro amico. Infine tornammo nel giardinetto, ci sedemmo di nuovo e riaprimmo gli occhi.
L’ animale che avevamo visto, quindi quello che più ci rappresentava, sarebbe stato il protagonista della favola che avremmo scritto in seguito, dopo che la prof ci avrebbe letto le sue caratteristiche.
Questa esperienza per noi della IB è stata molto rilassante e divertente.
Asia

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