Biodanza: la pedagogia del “danzare la Vita”

biodanzaCiao, come avrai notato la nostra associazione lavora molto con la Biodanza, un sistema che, a detta del suo stesso creatore, Rolando Toro, è in primo luogo una pedagogia, applicabile a tutte le fasce di età, tanto ai bambini, quanto agli adulti.

Come dice la parola, Biodanza, è la “danza della vita”, quindi qualcosa di ben più ampio di una semplice disciplina corporea, di una terapia, di una forma di espressione artistica. Ecco perché la parola forse più adatta per definirla è proprio “pedagogia”, un sistema che educa all’arte della vita. Ed ecco così spiegato come mai la Biodanza ricopra una posizione così centrale all’interno delle attività proposte dalla nostra Associazione Educazione al-Talento.

Il creatore della Biodanza, Rolando Toro Araneda, per 18 anni era stato maestro elementare in una scuola del Cile e il suo stile di insegnamento era fondato sulla “vivencia”, parola che in lingua spagnola significa esperienza vissuta intensamente nel qui ed ora e con tutto me stesso, con tutte le mie dimensioni: fisica, emozionale, intellettuale, spirituale.
L’educazione per Rolando doveva partire dal vivere, dal sentire (proprio come nella Metodologia Asiri, ricordi?), dall’emozione sentita nel corpo e nel cuore. Solo dalla “vivencia” può nascere una reale conoscenza, solo grazie alla “vivencia” ci impadroniamo di un sapere che non rimane solo nelle nostre teste (e così facilmente si dimentica), ma diventa parte di noi in quanto lo abbiamo vissuto personalmente e con tutto il nostro essere.

Per quanto molti siano i riferimenti filosofici da cui la Biodanza prende ispirazione, questa pedagogia trova in realtà le sue basi più solide e profonde nella Vita, nelle sue leggi, nei suoi movimenti. Per questo Rolando gli ha dato il nome di Bio-danza, dove Bio, come forse saprai significa Vita in greco.

Questo Sistema propone infatti un cammino in senso contrario rispetto a quello proposto dalla nostra “cultura occidentale”, la quale va in direzione di una sempre maggior intellettulizzazione ed astrazione e, così facendo, si allontana dalla Natura e dalle sue Leggi. Con questo Biodanza non intende certo negare il valore dei contenuti culturali, degli apporti filosofici, antropologici e artistici frutto della grandezza dell’intelletto umano, al contrario essa ne accoglie in gran numero all’interno dei propri riferimenti teorici.

Essa propone però un movimento di ritorno a casa, dove la casa è rappresentata proprio dalla Vita e dalle sue Leggi, dalle funzioni originarie che la regolano, dagli Istinti grazie ai quali la sopravvivenza, l’equilibrio biologico ed ecologico e così la salute dell’uomo e dell’ambiente sono garantite.

biodanzaLa cultura inevitabilmente ci ha allontanato dagli istinti spingendoci a vivere sempre più nel mondo astratto dei pensieri, ma questo distacco ci ha scollegato anche dalle leggi della Vita, portandoci a rompere gli equilibri che regolano la Vita stessa, la Natura, le relazioni tra gli esseri viventi.
Ecco perché è sempre più urgente una pedagogia che ci ri-educhi a sentire i nostri istinti, il nostro collegamento inscindibile con tutto ciò che è vivo, con il nostro corpo e le sue leggi biologiche, con i nostri simili, con gli animali, con i vegetali.

Rolando Toro, quando era insegnante elementare, definì questa pedagogia “educazione selvaggia”, proprio perché proponeva di tornare a connetterci con i nostri istinti dentro ai quali è registrata la saggezza della Vita.
A metà degli anni ’60 Rolando Toro creò la Biodanza un sistema che lavora con la musica, il movimento, le emozioni e l’incontro tra le persone.

I movimenti che Biodanza propone sono semplici, camminare, danzare da soli o insieme, entrando nel ritmo della musica, alcuni gesti archetipici che ciascun essere umano riconosce come universali, come il gesto del dare e del ricevere, del proteggere, il gesto che esprime il proprio valore, quello che ci mette in contatto con la nostra intimità… ma ciò che fa la differenza è la presenza e il sentire con i quali li facciamo.
Quante volte nel nostro quotidiano ci muoviamo senza essere veramente presenti a noi stessi? Quante volte mangiamo senza sentire il sapore del cibo o camminiamo senza sentire l’emozione che il nostro corpo in movimento ci dona? Oppure stringiamo la mano a una persona senza sentirci veramente in contatto con lei?

Biodanza ci aiuta a ritornare ad abitare nella nostra prima casa, il nostro corpo, ci insegna a scendere dalla testa, dove siamo abituati a passare gran parte del nostro tempo, e a tornare a sentirci presenti in tutto il nostro corpo, nel nostro cuore, sede delle emozioni, e nella nostra pancia, dove “risiedono” gli istinti.
La pedagogia della Biodanza si basa dunque su un “pensarci” di meno e su un “sentirci” di più, sentire il nostro corpo e sentire le nostre emozioni. Questo passaggio, anziché diminuire il nostro “sapere”, aumenta di gran lunga la nostra saggezza, perché il nostro corpo, manifestazione mirabile della Vita, è un archivio vivente e dinamico della saggezza della Vita stessa: più ritorniamo ad esso, più ritorniamo alla Vita, e così anche alla salute!

E dato che la Vita è movimento, per entrare in armonia con lei non possiamo che danzarla!

Ma uno degli aspetti più importanti della Biodanza è l’incontro con l’altro, tanto che la definizione più bella che Rolando Toro ha dato di questo sistema è proprio “la poetica dell’incontro umano”. Ed è qui che, ancora di più, la Biodanza si rivela una pedagogia. Essa non si può praticare se non in gruppo, nel movimento dell’incontro con l’altro.
Anche questo, del resto, fa parte della saggezza della Vita. Forse ce lo siamo un po’ dimenticato, ma la Vita non si svolge se non nell’incontro. Perché nasca una nuova vita è necessario un incontro; per compiere le loro funzioni le cellule si mettono insieme, creano comunità; tanti animali, anche di specie diversissime, per vivere entrano in relazione di cooperazione; per migrare gli uccelli si riuniscono in stormi e seguono le medesime traiettorie…

Guarda questo bellissimo video, non è innegabile l’istinto della Vita a cooperare e stare insieme?
Oltre che l’istinto della Vita a Danzare? 🙂

E se a noi per secoli hanno cercato di insegnare che siamo forti e che ce la dobbiamo fare da soli, oggi è fondamentale insegnare la necessità di “essere insieme”, è urgente educare a riconoscere l’interconnessione che esiste tra tutti gli esseri viventi e a comprendere che non esistiamo se non all’interno di una rete di relazioni che si snodano non solo tra noi umani, ma tra tutti gli esseri del Pianeta e oltre, tra tutti gli elementi dell’Universo!

Biodanza2Biodanza è una pedagogia in quanto ci ri-educa a sentire questo vincolo con l’altro e questa rete affettiva che unisce tutti gli esseri in una prospettiva ecologica. Tutto questo senza usare parole, ma solo attraverso la danza, il movimento, l’incontro, i gesti, gli sguardi, attraverso la “vivencia”.

Educare significa portare fuori ciò che abbiamo già dentro ed è solo attraverso ciò che noi viviamo intensamente che questo può accadere. La vivencia in biodanza “porta fuori” la nostra saggezza di esseri viventi, i nostri istinti vitali, sani, ecologici e ci fa sentire parte della Rete della Vita.

Ma tutte queste sono ancora soltanto parole… per conoscere la “Danza della Vita” non si può che danzarla!
Ti aspettiamo!

  • Tutti i mercoledì alle 20.45 vieni a danzare con Anna! (serata di presentazione 24/09/2014)
    Scarica il volantino!
  • Tutti i martedì (approfondimento) e il venerdì (principianti) vieni a danzare con Mili!
    Scarica il volantino!

Un abbraccio dal cuore e un sorriso!
Anna

 

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